Ansia. Impariamo a conoscerla per utilizzarla a nostro favore!

Ansia. Impariamo a conoscerla per utilizzarla a nostro favore!

Che cos’è l’ansia?  In cosa si differenzia dalla paura?

L’ansia è un’emozione ed è una parente stretta della paura, entrambe sono la reazione ad una “minaccia” ma differiscono sostanzialmente perché, mentre la paura è una reazione emotiva ad un pericolo reale, l’ansia è una reazione ad un pericolo percepito, non così ovvio agli occhi degli altri

Ad esempio, molti di noi provano paura quando si trovano vicino ad un dirupo, e questo è abbastanza normale. Ma sappiamo bene che non tutti trovano terrorizzante salire sul tram affollato del mattino.

Provare ansia è pertanto un’esperienza molto spiacevole, soprattutto perché ci sentiamo delle persone diverse da tutti gli altri.  Per questo solitamente chi soffre d’ansia cerca in tutti i modi di nasconderla agli altri, proprio perché gli altri ci hanno insegnato che ci si deve vergognare di queste cose.

Ma l’ansia può essere utile?
Certamente, soprattutto quando non supera elevati livelli di intensità. Quando l’ansia è moderata ci permette di rimanere in allerta, mentre quando è troppo intensa tende a farci sentire paralizzati, bloccati.   Esiste quindi un’ansia positiva che attiva la mente e la prepara a rispondere con prontezza agli stimoli esterni, in questo essa si differenzia dall’ansia negativa che invece tende a bloccare chi la prova.

L’obiettivo non deve essere quindi quello di eliminare le difficoltà, e nemmeno quello di eliminare l’ansia che ne deriva, ma quello di imparare a fronteggiare le situazioni difficili ed ansiogene nel momento in cui insorgono, attraverso azioni che rendano utile l’ansia, come un nostro alleato.  Marks (1978) riporta a proposito questo detto:

Le cose che ti capitano contano meno di come le prendi!

L’ansia nella Terapia Cognitivo-Comportamentale

Lo scopo della psicoterapia cognitivo-comportamentale è quello di insegnare a gestire l’ansia, e questo avviene attraverso due fasi:

  1. comprendere
  2. esporsi

Le due fasi, come si può notare, rispecchiano la radice del nome di questa psicoterapia: cognitivo, ovvero relativo al pensiero, e comportamentale, ovvero relativo all’atto. Secondo questa prospettiva esiste uno stretto legame tra il pensiero ed il comportamento: modificando il primo andrò a sostituire anche il secondo, e viceversa. Uno dei primi obiettivi nella TCC dell’ansia è aiutare pertanto il paziente a capire come funziona la propria ansia, quali sono i propri soggettivi meccanismi di attivazione dell’ansia stessa. Durante le sedute il terapeuta sostiene il paziente in questa fase di apprendimento attraverso l’ausilio di spiegazioni, schemi, grafici, schede di registrazione.

Un altro aspetto importante della psicoterapia è la condivisione. Lo dice la parola stessa, un problema condiviso è un problema dimezzato: comunicare le nostre ansie e le nostre paure a qualcuno di cui ci fidiamo ci aiuta a non sentirci soli, e ci permette di guardare il problema da una diversa prospettiva. Spesso la motivazione al trattamento passa proprio da qui, ovvero dalla decisione di “mettersi in gioco”, di condividere con qualcuno le nostre preoccupazioni.

Altro aspetto fondamentale è l’esposizione: con questo termine si intende quell’insieme di strategie comportamentali che aiutano il paziente ad avvicinarsi gradualmente alla situazione temuta, sino a che questa perda quella connotazione angosciante che spinge l’ansioso all’evitamento.

Attraverso l’esposizione si induce il paziente a fare il contrario di ciò che egli normalmente farebbe, ovvero evitare ciò che più teme. Se la prima volta fuggiamo dalla situazione temuta molto probabilmente faremo lo stesso anche le volte successive, e questo non farà altro che aumentare la nostra ansia. Questo non significa che basta incoraggiarvi ad affrontare la cosa che più temete: familiari e amici sicuramente l’hanno già fatto, ma in voi è scaturito l’effetto opposto. Poiché l’esposizione vi farà provare una certa dose di paura, dovrete inoltre essere molto determinati (motivazione). Per questi motivi è necessaria la presenza di un terapeuta con una preparazione accurata, che vi sostenga e vi aiuti a pianificare i vostri esperimenti comportamentali di esposizione.

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